Guardare il cielo con gli occhi di Dante

Relatore:  Prof. Marco Bersanelli - Università di Milano
  venerdì 26 novembre 2021 alle ore 15.00 Aula Tessari

Nell’ambito del Progetto Nazionale Lauree Scientifiche (PLS) in Fisica dell’Università degli studi di Verona (referente prof.ssa Francesca Monti), in occasione della chiusura dell'anno dantesco, venerdì 26 novembre alle ore 15:00 presso l’Aula Tessari del Dipartimento di Informatica in Strada le Grazie, 15 a Verona (ingresso dalle ore 14:30) e con simultanea trasmissione via Zoom, il prof. Marco Bersanelli del Dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi di Milano terrà una lezione dal titolo "Guardare il cielo con gli occhi di Dante".

La durata prevista dell'incontro, incluso il tempo per una conversazione con il relatore, è di circa due ore.

LA PARTECIPAZIONE È APERTA A STUDENTI E DOCENTI E GRATUITA PREVIA ISCRIZIONE A QUESTO LINK

L'iscrizione è necessaria sia per partecipare in presenza (con obbligo di green pass e mascherina) sia per partecipare via zoom. Dopo l'iscrizione riceverete una email di conferma per la partecipazione in presenza o con le indicazioni per l'accesso via zoom per la partecipazione a distanza.

 

Abstract

La volta celeste rappresenta la maestosa cornice del viaggio dantesco nella Divina Commedia e simboleggia il compimento e la destinazione della vita umana. Al tempo stesso Dante nel suo percorso descrive le situazioni astronomiche – e in generale i fenomeni naturali – con notevole accuratezza, dimostrando una capacità di osservazione e un gusto della razionalità che preludono a quello che oggi chiameremmo un “approccio scientifico”. L’attenzione di Dante alla natura è tesa a cogliere in ogni particolare un riflesso del provvidenziale ordine cosmico: ogni cosa, dalla più piccola creatura al cosmo nel suo insieme, porta la firma del suo creatore. La struttura dell’universo dantesco appare, a prima vista, come una peculiare variante del classico modello cosmico medievale basato sull’antico schema aristotelico-tolemaico. Tuttavia, una lettura attenta degli ultimi canti del Paradiso (in particolare XXVII 67-120, XXVIII 1-87, XXIX 1-9, XXX 1-15) suggerisce che Dante abbia intuito, pur senza l’ausilio dello strumento matematico, una geometria sferica non-euclidea centrata sul Punto divino, attorno al quale le sfere dell’empireo e dell’universo sensibile ruotano con velocità decrescenti fino a convergere agli antipodi sulla Terra immobile. Tale struttura spaziale curva presenta sorprendenti analogie con la geometria dello spazio-tempo relativistico della cosmologia contemporanea.

Titolo Formato  (Lingua, Dimensione, Data pubblicazione)
Locandina  pdfpdf (it, 390 KB, 23/11/21)

Referente
Adele La Rana

Data pubblicazione
23 novembre 2021

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