Il conflitto tra “gestione pubblica” e “privata” del servizio idrico: una terza via è possibile?

Data inizio
1 marzo 2017
Durata (mesi) 
12
Dipartimenti
Economia Aziendale
Responsabili (o referenti locali)
Guerrini Andrea

In Europa molti paesi hanno avviato un processo di privatizzazione del servizio idrico, aprendo le porte ai capitali
di grandi gruppi multinazionali specializzati nei servizi di distribuzione di acqua potabile e di depurazione, ai
fondi di private equity ed in alcuni casi incentivando la quotazione in borsa delle aziende idriche. Tale processo
può dirsi avviato a partire dal 1989 con la riforma del governo guidato da Margaret Thatcher nel Regno Unito.
Tuttavia, alcuni paesi, come Austria, Danimarca, Finlandia, nord Italia e Spagna, hanno, almeno parzialmente,
adottato una “terza via” alla gestione dei servizi idrici, fondata sul controllo degli utenti che, grazie all’adozione
del modello cooperativo, nominano direttamente i loro rappresentanti al governo dell’azienda idrica. In questo
caso, ogni cittadino acquisisce lo status di socio della cooperativa semplicemente possedendo un appartamento,
un podere o un’azienda che necessita di risorse idriche: ciò dà il diritto di partecipare all’assemblea annuale, in
cui, oltre ad approvare il bilancio, sono discusse le principali azioni strategiche che gli amministratori intendono
perseguire.
Il presente progetto di ricerca è incentrato sulle cooperative idriche europee e presenta molteplici obiettivi. In
primis, il progetto punta a valutare le possibili differenze in termini di performance tra i gestori organizzati in
forma di cooperativa e quelli con una governance più “tradizionale”, come le aziende municipalizzate, le società
di capitale con soci privati, i partenariati pubblico privati (PPP). Le misure di performance osservate in questo
studio saranno, tra le altre, la tariffa, gli investimenti pro capite pianificati e realizzati, la capacità di raccogliere
risorse finanziarie presso banche e altri finanziatori. Il secondo obiettivo di questo progetto è quello di
analizzare i modelli di corporate governance delle cooperative idriche europee, mappando alcuni tra i principali
processi decisionali, come ad esempio: la nomina del consiglio di amministrazione; l’istituzione di un organismo
di controllo interno e la sua composizione; la pianificazione della tariffa, degli investimenti e dei costi ed il
controllo tra target e risultati effettivamente ottenuti. Infine, il progetto intende dimostrare se sia possibile
estendere il modello cooperativo applicato sui servizi idrici anche ad altri paesi o regioni europee, oltre a
quelli/e in cui già è diffuso, indentificandone le eventuali condizioni propedeutiche alla sua adozione.
Se finanziato, questo sarebbe il primo progetto di ricerca che studia in maniera sistematica le cooperative
idriche europee attraverso una comparazione tra le realtà operanti nei diversi paesi e monitorando aspetti
inerenti sia la performance e sia la governance e l’organizzazione aziendale.

Partecipanti al progetto

Attività

Strutture