CoViD-19: Effetto boomerang sulle immatricolazioni ai corsi dell’area di scienze e ingegneria presso l’Ateneo veronese

Dicesi effetto boomerang il ritorno di risposte di segno opposto rispetto all’intento, o comunque all’aspettativa, di perseguire precisi obiettivi  con un’azione specificatamente mirata al raggiungimento di quest’ultimi. Se allora volessimo attribuire alla pandemia da SARS-CoV-2 un significato immanente di deterrenza e coercizione rispetto al normale svolgimento della vita quotidiana, con ripiegamenti verso rinunce o dilazioni in attesa di tempi migliori, ci viene da dire che - per quanto riguarda l’accesso all’istruzione universitaria - l’emergenza CoViD-19 ha prodotto proprio un inaspettato quanto positivo effetto boomerang.

Anche per l’Ateneo di Verona – coerentemente con una tendenza generale a livello nazionale – le immatricolazioni ai corsi offerti presso i diversi Dipartimenti per l’Anno Accademico 2020-2021 hanno registrato incrementi importanti, sia per quanto riguarda le Lauree Triennali e a Ciclo Unico (complessivamente +55%) sia con riferimento alla Lauree Magistrali (complessivamente +40%). Di certo, la possibilità di usufruire in sicurezza della didattica a distanza senza peraltro oneri dovuti agli spostamenti ed alla eventuale residenza presso la sede universitaria ha rappresentato il motore principale di questo fenomeno. Ma, oltre a questo elemento, crediamo che altri fattori abbiano contribuito, in particolare relativamente alla scelta della tipologia di percorso formativo. Analizzando i dati del Monitoraggio delle Immatricolazioni forniti dall’Ateneo veronese, nel frastagliato quadro dei numeri che illustrano la tendenza complessivamente positiva per i corsi di studio sia triennali che magistrali delle diverse Aree disciplinari, non può infatti non saltare agli occhi la netta affermazione delle preferenze andate ai percorsi in discipline scientifiche e ingegneristiche (complessivamente +100% per la formazione triennale e +46% per la formazione magistrale), con un marcato interesse verso le lauree di ambito biologico, in primis, Biotecnologie, Bioinformatica, Biotecnologie Molecolari e Mediche e Biotecnologie per le Biorisorse e lo Sviluppo Sostenibile. Evidentemente, nella prospettiva di un mondo post-CoViD-19 che dovrà ridisegnare le priorità di sviluppo sui territori della digitalizzazione e della smaterializzazione del funzionamento statale ma, soprattutto, della riconversione attraverso la “rivoluzione verde” in ambito tecnologico, i neo-iscritti di oggi scommettono su panorami di inserimento nel mondo del lavoro coerenti con queste direttive. Recupero energetico attraverso bio-processi che valorizzino matrici di scarto, disinquinamento ambientale basato sull’uso biotecnologico di microrganismi e piante, sviluppo di nuovi materiali bio-ispirati, messa a punto di terapie molecolari col supporto della genomica funzionale, viticoltura di precisione ma anche ricerca fondamentale in genetica, fisiologia e biochimica di specie vegetali e microbiche … ecco, tutto ciò va letto come ulteriore probabile importante molla delle scelte che adesso determinano questo “rinascimento” dell’interesse dei neo-iscritti verso l’ambito scientifico. E’ un dato confortante, certo, ma consegna al nostro Ateneo la responsabilità di non mortificare le aspettative emergenti nelle generazioni di futuri studenti che guardano in tal senso con interesse all’Università di Verona.
 



Programme Director
Paola Dominici

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