Presentato I-Lab, laboratorio di innovazione didattica

  from 11/15/18 to 11/16/18.

Innovazione didattica e metodologie di apprendimento sono al centro di I-Lab, un progetto sperimentale, inserito nel contesto del progetto “Un Salto nella qualità” del Presidio di Qualità dell’ateneo, che vuole attivare un gruppo di confronto stabile per unire le migliori prassi, esperienze e competenze nella specifica materia. I-Lab, il primo laboratorio di questo genere attivato in ateneo, prende forma dalla collaborazione di più strutture dell’università di Verona: la direzione Didattica e la direzione Sistemi informativi e tecnologie, il dipartimento di Lingue e letterature straniere, il Centro linguistico di ateneo (CLA) e il Center for Teaching and Learning del dipartimento di Scienze Umane. Il laboratorio è stato presentato nelle giornate di giovedì 15 e venerdì 16 novembre, dal rettore Nicola Sartor e dalla delegata alla Qualità, Laura Calafà. In particolare si rivolge ai docenti di nuova nomina, ma anche ai docenti già in servizio che ne abbiano interesse.

“Ci rivolgiamo soprattutto a chi da poco è entrato nel gruppo dei docenti”, spiega Sartor, “per invitarli a scoprire nuove metodologie didattiche e nuovi approcci. Purtroppo spesso chi si dedica all’insegnamento accademico e alla ricerca non viene, all’esterno, ben considerato, bisogna contrastare certe semplificazioni”.

“In un mondo di grandi innovazioni”, precisa Calafà, “è fondamentale che la didattica sia al passo, infatti i parametri di formazione europei danno grande spazio alla trasformazione delle tecniche e metodologie di apprendimento”.

Luigina Mortari, docente di Pedagogia e responsabile del Center for Teaching and Learning, ha poi introdotto il tema dell’innovazione didattica: “L’insegnamento non va dato per scontato, il dovere del docente universitario è di fare ricerca, ma anche didattica, cercando di coinvolgere gli studenti e stimolare la riflessione. È fondamentale aprirsi a nuove metodologie, grazie anche alla collaborazione dei colleghi”. Ad esempio, in alcune università nordamericane, i docenti accettano di far riprendere le loro lezioni, per poi rivedersi e capire così realmente i propri punti di forza e quelli di debolezza nell’insegnare ai ragazzi. “Gli atenei che pongono attenzione alle metodologie didattiche sono quelli più alti nei ranking internazionali”, ricorda Mortari, “che vengono premiati anche nella valutazione da parte degli studenti”.



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