Bando FSE 2018: la presentazione di martedì 6 febbraio. Il Fondo sociale europeo mette a disposizione 4 milioni di euro

Ricerca, innovazione e inserimento nel mondo lavorativo. Sono le parole chiave del bando FSE 2018 La ricerca a sostegno della trasformazione aziendale – Innovatori in azienda – Assegni di ricerca 2018”, presentato martedì 6 febbraio al Polo Santa Marta dal delegato del rettore alla Ricerca, Mario Pezzotti, e da Santo Romano, direttore dell’area Capitale umano, Cultura e Programmazione comunitaria della Regione Veneto, che ha illustrato il bando e risposto alle domande di chiarimento.

Il bando FSE (Fondo Sociale Europeo) 2018 si rivolge a giovani laureati disoccupati o inoccupati, con al massimo 35 anni compiuti e mette a disposizione in totale 4 milioni di euro. Per presentare i progetti c’è tempo fino al 28 marzo.


Il prof. Mario Pezzotti spiega l'importanza del progetto:

 

L’obiettivo è di stimolare la cooperazione tra sistema accademico e sistema produttivo regionale, attraverso il finanziamento di assegni di ricerca a favore dei ricercatori degli atenei e centri di ricerca veneti, interessati a realizzare attività di ricerca applicata sulle tematiche rientranti all’interno delle quattro aree di specializzazione RIS3 individuate dalla Regione Veneto: Smart Agrifood, Sustainable Living, Smart Manufacturing, Creative Industries.

Le proposte progettuali, pertanto. dovranno prevedere la realizzazione di percorsi di ricerca applicata, a carattere altamente innovativo, definiti sulla base di una analisi puntuale dei fabbisogni espressi dal contesto produttivo regionale.

I progetti dovranno focalizzarsi su un unico ambito della RIS3 (Smart AgrifoodSustainable LivingSmart ManufacturingCreative Industries.) e sviluppare una o più macro-traiettorie di sviluppo, associando ogni assegno di ricerca previsto dalla proposta progettuale ad una singola traiettoria di sviluppo e tecnologica.
 
I progetti, inoltre, dovranno stimolare le occasioni di dialogo e di collaborazione tra settore accademico e settore produttivo nel modo più possibile diffuso e, pertanto, dovranno favorire momenti di condivisione pubblica degli esiti delle ricerche condotte, in modo tale che i risultati prodotti divengano patrimonio comune in grado di offrire sia nuove occasioni di approfondimento scientifico che opportunità di investimento da parte delle imprese e di creazione di occasioni lavorative per i giovani ricercatori.

Il dott. Santo Romano spiega le novità del bando di quest'anno:

 

Rispetto allo scorso anno, nel bando attuale l’erogazione dei fondi è prevista in due linee distinte: 2 milioni andranno per i progetti intrateneo e interateneo, altri 2 milioni per progetti interregionali e transnazionali.
Per ogni assegno erogato, massimo 6 per progetto, è previsto almeno un partner aziendale e, in aggiunta al numero minimo, possono fare parte del partenariato aziende, associazioni o enti. L’obiettivo è quello, anche, di favorire l’inserimento dei giovani ricercatori all’interno del contesto produttivo, con una successiva assunzione. 
 
I progetti presentati dall’ateneo lo scorso anno che hanno ricevuto il finanziamento sono stati 15 per un importo complessivo di 657.798 euro con l’attivazione di 24 assegni di ricerca. Inoltre, sono stati finanziati 3 progetti presentati da altri soggetti proponenti, all’interno dei quali l’ateneo era partner, per un importo complessivo di 120mila euro e l’attivazione di 5 assegni di ricerca.
 
Il bando 2015 ha portato all’assunzione di 4 assegnisti di ricerca.


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